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Yallers a Viterbo per la Macchina di Santa Rosa

Ogni anno, il 3 settembre, a Viterbo c’è la Festa. Sì, proprio quella con al f maiuscola, a cui nessun viterbese manca mai. In quel giorno si celebra Santa Rosa, patrona della città, con il tradizionale trasporto della Macchina di Santa Rosa. Quest’anno, oltre a politici, stampa, fedeli e curiosi, c’erano alcuni rappresentanti di community social e associazioni di promozione sociale, tra cui noi Yallers.

Eravamo tutti lì, insieme, per raccontare passo passo l’evento.

Siamo stati accolti dal team di IgersViterbo, Claudia e Donatella, cariche di allegria e di deliziosi panini offerti dall’Alimentari Fernando, una delle botteghe storiche di Viterbo. Dopo saluti e presentazioni, abbiamo pranzato e chiacchierato all’ombra dei pini, nel piccolo parco accanto a Porta della Verità.

Il giro delle Sette Chiese

Finito il momento ristoro, ci siamo incamminati verso il Teatro dell’Unione a Piazza Garibaldi, per seguire il corteo dei Facchini di Santa Rosa. Da lì parte, infatti, il rituale giro delle Sette Chiese che vede i facchini sfilare per la città e fare tappe (nelle chiese, appunto) in cui ricevono benedizioni, cantano e pregano. In tutto il percorso sono accompagnati e sostenuti dal popolo, dai fedeli e dalle autorità locali.

Il giro si conclude al convento dei Cappuccini. Qui si ricongiungono con le famiglie per riposare, mangiare e festeggiare, prima di affrontare l’impresa che li attende da lì a poche ore.

Noi li abbiamo seguiti fino all’uscita dalla Porta della Verità, e poi siamo andati a rifocillarci con un bel gelato all’Antica Latteria. Poco dopo ci siamo divisi. Alcuni di noi hanno seguito la processione nell’aera stampa. Altri, invece, hanno assistito al passaggio del corteo dalle finestre del Palazzo della Provincia, ché per strada non c’era un posto manco a pagarlo.

arrivo facchini santuario di santa rosa

L’arrivo dei facchini al santuario di Santa Rosa – Elisa Pizza

Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa

Un nostro Yallers, Federico Restaino, ha avuto il privilegio di seguire tutta la processione. Dal momento in cui i facchini si sono riuniti a Porta Romana, dove ogni anno viene montata la Macchina sorretta da una possente impalcatura, fino a destinazione, davanti al Santuario. La macchina è enorme, quasi 30 metri d’altezza per circa 5 tonnellate di peso.

A trasportarla ci sono cento facchini, più molti altri che rendono il tutto sicuro e possibile. È enorme lo sforzo che questi uomini fanno, ma ancora più grande è la fiducia che li lega. Pensate che i ciuffi, quelli che stanno sotto la macchina, per via della posizione in cui sono messi non vedono nulla durante il percorso. La loro unica chance, di riuscire nel compito assegnato loro, è quella di fidarsi dei compagni.

Poco dopo le 20:30, quando i facchini di Santa Rosa arrivano a Porta Romana percorrendo a ritroso il cammino, vengono accese le fiaccole e i lumi artificiali che illuminano la Macchina. Il ritmo si fa sempre più incalzante, con il capo facchino che richiama all’ordine e motiva i suoi uomini, dall’inizio del trasporto fino alla sua conclusione. Ecco le famose frasi che vengono pronunciate durante la preparazione e le varie tappe:

“Ciuffi di Santa Rosa, accapezzate il ciuffo” – “Semo tutti d’un sentimento?” – “Facchini di Santa Rosa, sotto col ciuffo e fermi” – “Sollevate e fermi” – “Per Santa Rosa, avanti!” – “…Posate piano, adagio…”
macchina di santa rosa

La Macchina di Santa Rosa accesa e ferma a porta Romana – Federico Restaino

Il percorso

Il percorso è poco più di un chilometro, intervallato da diverse soste, alcune più lunghe di altre, in cui i facchini si riposano e recuperano un po’ di forze.

Partiti da Porta Romana, fanno una prima sosta a Piazza Fontana Grande, poi proseguono per Piazza del Plebiscito. Qui, prima di posare la macchina sui cavalletti, la fanno girare per ben due volte. Da lì ripartono per Piazza delle Erbe e un’ultimo stop a Piazza Giuseppe Verdi, ai piedi di Via di Santa Rosa. Quest’ultima parte del percorso, in salita, viene fatta di corsa.

Giunta a destinazione, la Macchina rimane esposta per circa una settimana e ogni sera viene accesa, infine viene smontata e riposta, in attesa dell’anno successivo.

facchini e macchina di santa rosa

I facchini e la Macchina di Santa Rosa – Federico Restaino

Prima di concludere…

Ringraziamo la struttura che ci ha ospitati, Hotel Salus Terme, l’Alimentari Fernando per averci sfamato prima di iniziare il tour e Il Labirinto per averci accolto alla fine di una lunga, ma bellissima, giornata e dove abbiamo potuto scambiare qualche chiacchiera e risata anche con Mauro Rotelli, che fu tra i primi promotori di Igers Viterbo.

Su Instagram cercate #3settembre18 #destinazioneviterbo #sodaliziofacchinidisantarosa per gli scatti e le stories. Inoltre, in questo video di Visit Lazio dal minuto 2:36:30 parlano di noi e del nostro racconto fotografico.

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